Da Visitare

Chiesa di San Sebastiano

Forano, 20 gennaio, ore 5.15 del mattino.  Improvvisamente mi sveglio, rumori, botti, musica lontana. No, non è possibile, è ancora notte, è buio, che diamine… Ci metto un po’ a individuare l’origine di quel disturbo: le note distanti sono diventate qualcosa di più percepibile, un motivo orecchiabile… riconoscibile. TATARATARARATA’! Ah, sì! Oggi è San Sebastiano.

Nei documenti della Sacra Visita Pastorale del Cardinal Pietro Gomez de Barozo del 1343 troviamo la presenza della Chiesa di S.Sebastiano, Patrono di Forano, il cui culto risale ai tempi di Paolo Savelli (1390). La chiesa che conserva al suo interno pregevoli affreschi, ha subito interventi di restauro nel 1710 per interesse e contributo di Don Stazio Simeoni, cittadino di Forano. Lo stesso Simeoni fece piantare due file di gelsi dalla “ Piazza del Gioco “ ( adesso Piazza Garibaldi ) sino alla Chiesa di San Sebastiano: il Viale costituira il “ passeggio “ fuori porta degli abitanti e da allora la Via venne appunto denominata “ del Passeggio “.
Negli anni ’80, grazie al contributo di un nucleo di cittadine foranesi appassionate del luogo, la Chiesa ha subito l’ultima ristrutturazione. Dal racconto leggendario della sua vita sappiamo che Sebastiano era originario di Narbo Martius (Narbonne), una colonia romana della Gallia meridionale. Venuto a Roma, entrò a far parte dell’esercito imperiale e fu nominato tribuno della coorte pretoria. Durante le persecuzioni di Diocleziano contro i militari convertiti al cristianesimo, rifiutò di rinnegare la fede in Cristo e per questo fu condannato ad essere trafitto dalle frecce dei commilitoni. Sfuggito miracolosamente alla morte, fu curato da una pia donna di nome Irene e non appena ebbe sanato le ferite, tornò a sfidare l’imperatore che lo fece condurre in catene all’ippodromo del Palatino e flagellare a morte.

 

Chiesa della S.S. Trinità

Particolarmente degna di attenzione è la storia della chiesa della S.S. Trinità. Il Duca Luigi Strozzi la donò allla Comunità nel 1682 e spese più di dodicimila scudi per l’opera, ma già dal 1675 si era dato febbrilmente da fare in una serie di acquisti e permute, con gli abitanti del borgo e delle case vicino al castello di Forano, che testimoniano del saldo progetto di cambiare l’impianto urbanistico del paese. Infatti con la donazione della Chiesa della S.S. Trinità, il Duca chiese in cambio ai cittadini di Forano la cessione di tutti i diritti sulla vecchia chiesa di S. Maria (detta anche del Transito), datata 1313 e situata nel Borgo vecchio accanto al Palazzo Baronale. E’ probabile che il Duca volesse così alleggerire il passaggio nei pressi del palazzo e creare una nuova possibilità di sviluppo urbanistico del paese. La nuova chiesa in stile barocco, con facciata di mattoni a vista, presenta un portale d’ingresso con stipiti e architrave sormontato da un timpano curvilineo e nel piano superiore si schiude una finestra centinata. L’interno presenta una navata con tre cappelle per lato, e termina con abside semicircolare. E’ sicuramente il patrimonio storico più importante del paese. Anche oggi, purtroppo, la chiesa è inagibile e necessita di ingenti fondi per la sua ristrutturazione.

 

Chiesa Evangelica Valdese

Il tempio fu inaugurato l’11 aprile 1894, ma già nel settembre del 1889 erano presenti l’Asilo e le Scuole Elementari. Il fondatore della comunità era un foranese: Luigi Angelini (1847-1919).
Dopo aver studiato dai Padri Cappuccini ed essere successivamente divenuto Vice Parroco di Forano, in seguito ad una lettura meditata e approfondita delle Sacre Scritture e grazie ai contatti con Alessandro Gavazzi ( che aveva fondato la Chiesa Cristiana Libera ) maturò la volontà di lasciare l’incarico nella
Chiesa Cattolica Romana. Dopo aver vissuto momenti difficili e di miseria a causa della sua scelta, l’Angelini sposò una giovane Presbiteriana americana, Arabella Chapmann, e grazie ai contatti e ai viaggi negli Stati Uniti riuscì a raccogliere i fondi necessari per la costruzione della Chiesa e delle opere circostanti: foresteria, casa Pastorale e sale per le Attività e lo Studio Biblico. Aprì a Forano anche una “ Società Cristiana di Mutua Assistenza “ e soprattutto si preoccupò di istituire delle scuole, facendo venire delle insegnanti dalle Valli Valdesi e consentendo a cattolici ed evangelici il conseguimento della Licenza Elementare. Passati i duri e difficili anni nei quali il massimo dello sforzo fu rivolto alla costituzione stabile della Comunità, l’assemblea di Chiesa del 3 febbraio 1901 sancì il passaggio formale dalla Chiesa Cristiana Libera alla Chiesa vangelica Valdese.
Attualmente la Comunità Valdese di Forano, per la sua posizione strategica e per la sua consistenza e rappresentatività, costituisce un punto di riferimento nella mappa del Protestantesimo Italiano. E’ gemellata con la Chiesa Evangelica di Wiesloch ( Germania ).
Il 17 Febbraio di ogni anno viene celebrata la Festa della Libertà : viene ricordato l’Editto di Emancipazione di Re Carlo Alberto di Savoia che nel 1848 concesse le libertà civili ai Valdesi. Si festeggia con un’Agàpe comunitaria, un incontro culturale pubblico e alla sera con il tradizionale Falò, come quelli che di Valle in Valle in Piemonte comunicarono la concessione della Libertà. Sono ormai passati più di cento anni dall’inaugurazione del tempio, ma la vita e le opere del loro fondatore e della “ Signora Arabella “ sono ancora impresse nella memoria del popolo foranese.

 

Palazzo ducale di Forano

Il Palazzo Ducale fu fatto costruire nel XVIII secolo, sui ruderi di una antica rocca, dalla famiglia Strozzi. Naturalmente il luogo in cui sorgeva la rocca era da abitata da secoli, innanzitutto perché nucleo fondamentale dell’insediamento e certamente perché fortificata in difesa dalle invasioni, dalle scorrerie, rapine e distruzioni che avevano interessato la zona durante il Medioevo. Di impianto rettangolare, si sviluppa su tre piani di uguali dimensioni. All’interno notevoli sono le cantine, con volte a crociera o a botte, poggianti su pilastri squadrati, con mattoni a vista. Al piano terra si dispone l’ingresso e la cappella, dedicata alla Sacra Famiglia. Nei piani superiori, che si raggiungono attraverso uno scalone centrale, le stanze sono disposte “a fuga”, in una disposizione tipica del Settecento. La presenza imponente del palazzo e la sua altezza, fanno presagire la bellezza del panorama che si gode dall’ultimo piano, veramente di rara suggestione. Contemplare la valle e Il fluire lento della corrente del Tevere ispira quel senso di serenità e pace che è proprio di tutti i movimenti naturali.

 

Gavignano Sabino (Frazione di Forano)

Gavignano in età romana era già densamente popolato; di quell’era rimangono tracce di muri in opera reticolata  con blocchetti di pietra locale ben squadrata .In quello che è oggi il centro storico, la tradizione ci dice che esisteva  la villa della famiglia romana Gabinia, villa completa di terme i cui resti sono oggi visibili all’interno della chiesa  attraverso una botola trasparente.
Notizie sicure del Castello si hanno a partire dall’anno 1097 e molti si sono succeduti nel suo possesso: l’Abbazia di Farfa, gli Orsini, i Cesi, i Vaini, i Simonetti, i Pellegrini ed infine i De Somma .Il vecchio borgo conserva  ancora la sua fisionomia medioevale nelle sue strette stradine e nei forti muri perimetrali.
Purtroppo la parte frontale del Castello è andata distrutta, ma in Piazza Pellegrini resta l’antico Palazzo che ha urgente bisogno di una sua ristrutturazione e fuori rimane il bellissimo arco quattrocentesco, antica Porta di ingresso  al paese, con l’orologio che al suono della sua campana scandiva e scandisce ancora le ore di questo semplice e stupendo Borgo.

 

Chiesa parrocchiale di SANTA MARIA ASSUNTA (Gavignano)

Quadro di S. Filippo Neri.
La chiesa attuale era una cappella succursale della Chiesa Parrocchiale di San Giovanni e risale con molta
Probabilità alla seconda metà dell’ XI secolo come lo stesso Castello di Gavignano. Alle dipendenze della Chiesa Principale esistevano diverse Cappelle: S. Maria, la Chiesa del castello e le Chiese rurali di San Biagio, San Silvestro, San Valentino e S. Andrea.
Sappiamo che già verso la metà del ‘700, la Chiesa di San Giovanni Battista si trovava in pessime condizioni. Si sentì allora l’esigenza di riedificare la Chiesa Parrocchiale all’interno del paese, abbandonando l’antica Chiesa Situata all’esterno dell’abitato. Nel 1775, la Chiesa di S. Maria fù completamente restaurata dal Cardinale Rezzonico e decorata dal Barone Simonetti nella forma che tuttora possiede. Ha tre altari principali: l’altare maggiore (rifatto dopo la riforma liturgica della Chiesa del 1969) dedicato all’Assunta, gli altari laterali dedicati alla Madonna del Rosario e a San Filippo Neri, Patrono della famiglia Simonetti.
Un piccolo altare in onore di San Giovanni Battista è stato aggiunto nel 1967; oggi vi è collocato il Santissimo. I lavori di restauro dell’interno della Chiesa effettuati nell’anno 1993 hanno riportato alla luce un interessante cunicolo di epoca romana con una muratura in opus reticolatum. La facciata, dopo un lungo periodo di degrado, è stata interamente restaurata ad opera del Comune di Forano in questi ultimi mesi, ritrovando i colori originali del ‘700.

 

Arco quattrocentesco (Gavignano) 

Paese denso di storia e cultura, Gavignano è posto sulla collina dinanzi al Tevere, a dominare la vallata ampia del fiume che scorre vicino ai suoi piedi sino a lambire i bordi del suo nuovo abitato.
Dal vecchio centro storico, già cinto di mura e con due porte d’ingresso (nella foto i resti della Porta
Settentrionale) e fornito di una rocca nel Medioevo, il paese scende oggi verso il fiume, risalendo anche verso l’alto delle colline, espandendo l’abitato con nuovo agglomerati. Il paese si presenta quindi strutturato in due complessi agglomerati distanti fra loro 800 metri circa, “ Gavignano Alto “ la parte del centro storico e “Gavignano Basso “ o “ Gavignano Scalo “ la parte più nuova sorta di recente vicino alla Stazione Ferroviaria. Cittadina di un certo interesse paesaggistico e culturale, che risente della sua storia passata e della intraprendenza attuale dei suoi abitanti, formati da diverse fonti di cultura essendo la sua popolazione originata oggi da differenti etnie, in gran parte abruzzesi, marchigiani e recentemente sardi. Una ricchezza umana così viva che unisce i cittadini in una armonia di popolo invidiabile dai centri limitrofi.

 

Chiesa di S. MAria Assunta e Affresco del ‘500 (Gavignano)

Dell’antica Chiesa, probabilmente anteriore all’anno 1000, è rimasta oggi una cappella tuttora dedicata a San Giovanni.  Era all’origine la Chiesa Parrocchiale dove avvenivano le sepolture, prima dentro e poi attorno alla Chiesa. Di ampie dimensioni, comprendeva, oltre l’altare maggiore, diversi altari laterali (altare dell’Epifania, altare di S. Bernardino…). Aveva una sacrestia e probabilmente una canonica; sappiamo infatti che a metà del ‘300, insieme all’Arciprete di Gavignano, c’erano altri cinque Sacerdoti.
La Chiesa, andata in rovina, fù abbandonata definitivamente nel 1775, quando la nuova Chiesa dell’Assunta divenne la Chiesa Parrocchiale. San Giovanni Battista rimase il Santo Patrono di Gavignano che tuttora viene festeggiato il 29 agosto. Ancora oggi, la via che porta al Cimitero si chiama con il nome dell’antica Chiesa: Via San Giovanni. L’attuale cappella del Cimitero doveva essere una cappella laterale dell’antica Chiesa. Sopra l’altare, si può notare il bellissimo affresco del ‘500 ( Nella foto ) che raffigura la Madonna delle Grazie con il Bambino. Accanto alla mano benedicente del bambino, si può leggere: Da me sempre benedico sia chi di bon core dirra Ave Maria.

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